Musica e pittura sono eternamente connesse

Una delle cose che mi è sempre piaciuta fare è dipingere ascoltando musica.

In verità, credo di aver passato i migliori anni della mia vita a fare qualunque cosa ascoltando musica: leggevo, studiavo, prendevo il sole, facevo i compiti, facevo ginnastica, passeggiavo, guidavo, mangiavo, dormivo…. qualunque cosa era sempre accompagnata dalla musica. Non so voi, ma per me è impensabile vivere senza la musica, ed oggi sono sempre più consapevole del fatto che, per me, lo è anche vivere senza disegnare e/o dipingere.

Voi ci avete mai provato a dipingere con la musica?

Musica e pittura sono sempre state connesse tra di loro ed è meraviglioso quando, dipingendo, viene fuori tutto il vortice di emozioni e sensazioni che la musica stessa genera in noi.

Vi racconto, adesso, come è nato questo quadro: “Lightness” – Acquerelli su cartoncino – 40x50cm – 300gr/mq

Nel lontano mese di dicembre 2015, un mio amico musicista (di quelli bravi, appassionati, preparati, di talento) mi invia un file audio con un brano suonato da lui, brano di cui non conosco nè autore nè titolo, mi dice “ascoltalo e dopo dimmi che ne pensi…. descrivimi che sensazioni provi quando lo ascolti….”

Quel pomeriggio ho ascoltato quel brano decine e decine di volte, mi emozionava la musica, mi emozionava la passione che ci aveva messo lui nel suonare, ma le parole proprio non uscivano per raccontare quello che provavo…

Fu decisamente più facile prendere acquerelli, pennelli e dipingere… Il quadro che vedete è per l’appunto l’espressione di quelle emozioni.

Vi assicuro che non c’è cosa più bella che lasciarsi andare, permettere alle proprie emozioni di prendere forma su un cartoncino e lasciare che il pennello per mezzo della mano faccia i suoi tratti con i colori che accendono le emozioni che fanno palpitare il cuore mentre, appunto, si ascolta la musica.

Ecco il motivo per il quale, spesso ci si sente in connessione profonda con alcune di queste persone che hanno la stessa sensibilità e la stessa attitudine verso l’arte in generale, più nello specifico, verso la musica e le arti visive.

E devo dire che, spesso il modo migliore per comunicare con il mondo è appunto attraverso l’arte.

Io con la pittura, chi lo fa attraverso la musica, chi attraverso la fotografia, chi attraverso la scultura.

Il rapporto tra musica e pittura, come è evidente, è sempre esistito in tutte le epoche e ogni epoca ne ha dato il suo significato e la sua interpretazione. C’è chi traduce i colori in musica e chi traduce la musica in simboli, ogni epoca una traduzione diversificata nel tempo e influenzata dai movimenti culturali del momento.

La propensione alla capacità di formare delle immagini luminose attraverso le note musicali fu molto utile a Schoenberg quando dovette comporre nel 1909 l’opera Die glückliche Hand (La mano felice); gli spartiti riportavano indicazioni precise di colori, dove però l’austriaco non dava peso alle intensità, quanto all’altezza dei suoni; tutto rientrava nell’idea (che era anche di Wagner) della creazione di un’opera che abbracciasse l’arte nella sua interezza.

Un pittore che mi ha affascinata molto su queste tematiche è stato proprio Kandinsky che aveva costruito corrispondenze “simboliche” o “tonali” tra i colori (astratti) e i suoni.

Nel 2001 ho visitato la sua mostra “Tradizione e astrazione in Russia”, a Milano, presso la Fondazione Antonio Mazzotta e ne rimasi affascinata.

La sfolgorante Composizione n° VII (1913), è un vero capolavoro che è ormai considerato il simbolo paradigmatico per tutta la pittura astratta del XX secolo. Dopo un lungo periodo di incubazione, Kandisky lo dipinse in soli quattro giorni. “Gigantesco e insieme misterioso”, così appare questo capolavoro di Kandinsky.

Dalla scansione delle linee e nel gioco di colori, risultano, evidenti gli stretti rapporti con il mondo di Schonberg, che ricorda la composizione musicale omonima.

Fu proprio Wassily Kandinsky che, nel suo famoso Lo spirituale nell’arte, si chiedeva: “se è vero che i suoni toccano l’anima, perchè non dovrebbe essere vero lo stesso per i colori?”.

Come dargli torto!? Anche i colori, le composizioni artistiche pittoriche generano una miriade di sensazioni emotive oltre che ottiche e vanno a toccare i livelli più profondi dell’anima dell’osservatore.

Formula, quindi, la prima vera teoria dell’armonia nella pittura, analizzando le sensazioni ottiche ed emotive degli spettatori alle prese con un dipinto.

Attualmente le teorie di Kandinsky sono ancora soggette a studio ed interpretazioni, nonostante siano state sviscerate da molti autori (anche contemporanei). Questi autori hanno cercato approfondire le sue teorie spesso proponendo un lavoro di ridefinizione degli accoppiamenti, stabilendo di fianco ad ogni colore e al suo corrispondente effetto-umore, un “equivalente strumentale” quando possibile.

Per esempio:

  • il verde che esprime il senso della pace e del riposo sarebbero equivalenti i suoni di violino nel registro medio;
  • l’arancione che esprime un uomo convinto delle proprie forze l’equivalente sarebbero le campane dell’Angelus o una viola forte che intona un Largo;
  • per il grigio esprimente immobilità, rigidità senza speranza, non sarebbe possibile nessun equivalente strumentale.

Come vedete, nella storia è stata sempre riconosciuta la stretta connessione tra musica e pittura per il semplice fatto che entrambi generano emozioni, sollecitano sensazioni, evocano ricordi, invitano al sogno…

Io sono più propensa a tradurre la musica in colori, in base alle emozioni che la musica stessa genera in me, piuttosto che fare al contrario, cioè osservare un dipinto e suonare in base alle emozioni che esso provoca…. ma questo è dovuto, probabilmente, al fatto che non sono musicista e non saprei nemmeno da che parte cominciare.

Allora che cosa state aspettando?

Non perdete tempo e approfittate di un momento in cui siete particolarmente ispirati, scegliete un brano che vi emoziona più degli altri e ascoltatelo diverse volte, preparate il materiale per dipingere o per disegnare e lasciatevi andare…. vi sentirete estasiati da quante emozioni vi faranno battere il cuore e da quanta energia positiva verrà fuori e si manifesterà sul vostro cartoncino, sul vostro foglio o sulla vostra tela….

Questo esperimento lo trovo molto utile per sollecitare la fantasia nei bambini e dare loro la possibilità di potersi esprimere liberamente attraverso l’ascolto della musica.

E’ un pò come scatenare la loro fantasia cominciando a raccontare una favola e fare in modo che ciascuno di loro ne inventi un pezzetto. L’ho sperimentato personalmente con le mie figlie quando erano piccine e devo dire che una volta preso coraggio a lasciarsi andare, le favole diventavano le avventure più bizzarre che avessi mai sentito prima e il risultato era un grande lavoro di fantasia e divertimento senza mai annoia.

Stessa cosa succede se ci si lascia andare al beneficio che la musica regala all’anima predisponendola alla creatività e alla composizione nella pittura e nel disegno.

Provate, sperimentate, allenatevi e poi mi direte!

Buon divertimento!!!

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