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Quanto i viaggi influenzano la nostra ispirazione?

L’essere umano ha sempre avuto il desiderio innato e insopprimibile di “VIAGGIARE”.

Perche’ tale desiderio? ….desiderio di cambiamento, bisogno di spostarsi, di allargare i propri orizzonti e di vedere cose nuove con occhi diversi , curiosità di conoscere altre culture e paesi lontani da quello in cui si vive…. Sono tutte inclinazioni che fanno parte dell’animo umano fin dagli albori della civiltà.

Molteplici sono i mezzi con cui l’uomo ha cercato di esprimere i sentimenti e le emozioni derivanti da un viaggio: scrittura, musica, pittura, scultura, tutte manifestazioni che rientrano all’interno del grande e meraviglioso mondo definito “Arte”.

Se solo pensiamo a quante volte, per superare un momento difficile, per recuperare energie dopo un periodo di stress, o semplicemente per chiarirci le idee, organizziamo un viaggio e quando rientriamo a casa non siamo più le stesse persone che eravamo prima, immaginiamo per un attimo quanto queste esperienze ci nutrono e quanto influenzano le nostre ispirazioni.

Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che era partita.

C’è chi viaggia abitualmente per lavoro, chi invece lo fa per piacere o perché gli si presentano delle occasioni uniche….. parte, e va, sapendo quanto siano importanti queste occasioni e sapendo quanto arricchiscano di esperienze.

Personalmente credo che i miei viaggi mi abbiano sempre arricchita e hanno avuto una fortissima influenza sull’ispirazione per la creazione dei miei lavori realizzati con acquerelli, pastelli o con altro materiale.

Chissà cosa scatta nella mente e nel cuore,  ma sono sicura che colori, profumi, tradizioni e caratteristiche dei posti che visitiamo entrino dritti nella nostra anima scatenando emozioni forti che ognuno di noi traduce in qualcosa di bello.

Pensando alla Puglia, a tutte le volte che ci sono stata, facendo mente locale su ricordi di posti particolari che mi sono rimasti nel cuore, nè è venuto fuori questo disegno fatto con i pastelli. I trulli di Alberobello mi hanno sempre in qualche modo affascinata, l’idea di soggiornare, anche solo per un weekend, in una struttura così mi ha sempre incuriosita e prima o poi farò anche questa esperienza.

Quando viaggio, generalmente, porto sempre con me la mia valigetta con album, pennelli e acquerelli. Non mi impongo mai di dipingere se non ne ho particolarmente voglia, ma non sia mai che arrivi l’ispirazione all’improvviso ed io sono sprovvista di materiale… mi sento quasi male.


Questo acquerello l’ho realizzato durante una vacanza in Sicilia dove ho soggiornato a bordo di una barca a Porto Rosa, Furnari (Me). Dormire a bordo di una barca attraccata in porto, evoca tante sensazioni di rilassamento e benessere. Essere circondati dal mare e vivere il mare è una delle esperienze più belle, per chi lo ama con tutti i suoi mille volti. A Porto Rosa ho avuto anche la possibilità di fare il giro delle isole Lipari e Vulcano, di cui ricordo panorami mozzafiato e scenari lunari. La traversata per raggiungere queste due isole ha ovviamente riempito gli occhi e il cuore di immagini spettacolari, di profumi e di brezza di mare che ancora adesso quasi sento sulla pelle.


Quest’ultimo acquerello è il risultato di una “riproduzione” di un’opera effettuata all’interno della barca nella camera da letto del capitano, realizzata direttamente sulla testata del letto. Ovviamente lo scenario rappresento è tipico della Sicilia, essendo Siciliano il proprietario di questo yacht.

Questo acquerello, invece, è stato realizzato dopo aver passato due giorni a Marzamemi, borgo marinaro sempre in Sicilia… talmente ammaliata dalla bellezza del posto e dalle acque cristalline del mare che, ripensare a quel posto e mettermi a dipingere, è stata una operazione particolarmente veloce.

Sarà che adoro la Sicilia, sarà che quando sono lì mi sento come a casa mia, ma davvero mi risulta tutto abbastanza semplice da realizzare.

Insomma amici, viaggiare è, secondo me, una delle esperienze più belle e costruttive, a cui non posso assolutamente rinunciare.

Viaggiate, che fosse viaggiare in Italia o all’estero, non importa, l’importante è esplorare il mondo e arricchirsi di esperienze.

Viaggiate, viaggiate, viaggiate, esplorate, respirate atmosfere nuove, arricchitevi di cultura, tradizioni, usanze, assorbite la bellezza dei luoghi e rigeneratevi: sarete persone migliori sempre e comunque.

Sincerely yours, Daila

Musica e pittura sono eternamente connesse

Una delle cose che mi è sempre piaciuta fare è dipingere ascoltando musica.

In verità, credo di aver passato i migliori anni della mia vita a fare qualunque cosa ascoltando musica: leggevo, studiavo, prendevo il sole, facevo i compiti, facevo ginnastica, passeggiavo, guidavo, mangiavo, dormivo…. qualunque cosa era sempre accompagnata dalla musica. Non so voi, ma per me è impensabile vivere senza la musica, ed oggi sono sempre più consapevole del fatto che, per me, lo è anche vivere senza disegnare e/o dipingere.

Voi ci avete mai provato a dipingere con la musica?

Musica e pittura sono sempre state connesse tra di loro ed è meraviglioso quando, dipingendo, viene fuori tutto il vortice di emozioni e sensazioni che la musica stessa genera in noi.

Vi racconto, adesso, come è nato questo quadro: “Lightness” – Acquerelli su cartoncino – 40x50cm – 300gr/mq

Nel lontano mese di dicembre 2015, un mio amico musicista (di quelli bravi, appassionati, preparati, di talento) mi invia un file audio con un brano suonato da lui, brano di cui non conosco nè autore nè titolo, mi dice “ascoltalo e dopo dimmi che ne pensi…. descrivimi che sensazioni provi quando lo ascolti….”

Quel pomeriggio ho ascoltato quel brano decine e decine di volte, mi emozionava la musica, mi emozionava la passione che ci aveva messo lui nel suonare, ma le parole proprio non uscivano per raccontare quello che provavo…

Fu decisamente più facile prendere acquerelli, pennelli e dipingere… Il quadro che vedete è per l’appunto l’espressione di quelle emozioni.

Vi assicuro che non c’è cosa più bella che lasciarsi andare, permettere alle proprie emozioni di prendere forma su un cartoncino e lasciare che il pennello per mezzo della mano faccia i suoi tratti con i colori che accendono le emozioni che fanno palpitare il cuore mentre, appunto, si ascolta la musica.

Ecco il motivo per il quale, spesso ci si sente in connessione profonda con alcune di queste persone che hanno la stessa sensibilità e la stessa attitudine verso l’arte in generale, più nello specifico, verso la musica e le arti visive.

E devo dire che, spesso il modo migliore per comunicare con il mondo è appunto attraverso l’arte.

Io con la pittura, chi lo fa attraverso la musica, chi attraverso la fotografia, chi attraverso la scultura.

Il rapporto tra musica e pittura, come è evidente, è sempre esistito in tutte le epoche e ogni epoca ne ha dato il suo significato e la sua interpretazione. C’è chi traduce i colori in musica e chi traduce la musica in simboli, ogni epoca una traduzione diversificata nel tempo e influenzata dai movimenti culturali del momento.

La propensione alla capacità di formare delle immagini luminose attraverso le note musicali fu molto utile a Schoenberg quando dovette comporre nel 1909 l’opera Die glückliche Hand (La mano felice); gli spartiti riportavano indicazioni precise di colori, dove però l’austriaco non dava peso alle intensità, quanto all’altezza dei suoni; tutto rientrava nell’idea (che era anche di Wagner) della creazione di un’opera che abbracciasse l’arte nella sua interezza.

Un pittore che mi ha affascinata molto su queste tematiche è stato proprio Kandinsky che aveva costruito corrispondenze “simboliche” o “tonali” tra i colori (astratti) e i suoni.

Nel 2001 ho visitato la sua mostra “Tradizione e astrazione in Russia”, a Milano, presso la Fondazione Antonio Mazzotta e ne rimasi affascinata.

La sfolgorante Composizione n° VII (1913), è un vero capolavoro che è ormai considerato il simbolo paradigmatico per tutta la pittura astratta del XX secolo. Dopo un lungo periodo di incubazione, Kandisky lo dipinse in soli quattro giorni. “Gigantesco e insieme misterioso”, così appare questo capolavoro di Kandinsky.

Dalla scansione delle linee e nel gioco di colori, risultano, evidenti gli stretti rapporti con il mondo di Schonberg, che ricorda la composizione musicale omonima.

Fu proprio Wassily Kandinsky che, nel suo famoso Lo spirituale nell’arte, si chiedeva: “se è vero che i suoni toccano l’anima, perchè non dovrebbe essere vero lo stesso per i colori?”.

Come dargli torto!? Anche i colori, le composizioni artistiche pittoriche generano una miriade di sensazioni emotive oltre che ottiche e vanno a toccare i livelli più profondi dell’anima dell’osservatore.

Formula, quindi, la prima vera teoria dell’armonia nella pittura, analizzando le sensazioni ottiche ed emotive degli spettatori alle prese con un dipinto.

Attualmente le teorie di Kandinsky sono ancora soggette a studio ed interpretazioni, nonostante siano state sviscerate da molti autori (anche contemporanei). Questi autori hanno cercato approfondire le sue teorie spesso proponendo un lavoro di ridefinizione degli accoppiamenti, stabilendo di fianco ad ogni colore e al suo corrispondente effetto-umore, un “equivalente strumentale” quando possibile.

Per esempio:

  • il verde che esprime il senso della pace e del riposo sarebbero equivalenti i suoni di violino nel registro medio;
  • l’arancione che esprime un uomo convinto delle proprie forze l’equivalente sarebbero le campane dell’Angelus o una viola forte che intona un Largo;
  • per il grigio esprimente immobilità, rigidità senza speranza, non sarebbe possibile nessun equivalente strumentale.

Come vedete, nella storia è stata sempre riconosciuta la stretta connessione tra musica e pittura per il semplice fatto che entrambi generano emozioni, sollecitano sensazioni, evocano ricordi, invitano al sogno…

Io sono più propensa a tradurre la musica in colori, in base alle emozioni che la musica stessa genera in me, piuttosto che fare al contrario, cioè osservare un dipinto e suonare in base alle emozioni che esso provoca…. ma questo è dovuto, probabilmente, al fatto che non sono musicista e non saprei nemmeno da che parte cominciare.

Allora che cosa state aspettando?

Non perdete tempo e approfittate di un momento in cui siete particolarmente ispirati, scegliete un brano che vi emoziona più degli altri e ascoltatelo diverse volte, preparate il materiale per dipingere o per disegnare e lasciatevi andare…. vi sentirete estasiati da quante emozioni vi faranno battere il cuore e da quanta energia positiva verrà fuori e si manifesterà sul vostro cartoncino, sul vostro foglio o sulla vostra tela….

Questo esperimento lo trovo molto utile per sollecitare la fantasia nei bambini e dare loro la possibilità di potersi esprimere liberamente attraverso l’ascolto della musica.

E’ un pò come scatenare la loro fantasia cominciando a raccontare una favola e fare in modo che ciascuno di loro ne inventi un pezzetto. L’ho sperimentato personalmente con le mie figlie quando erano piccine e devo dire che una volta preso coraggio a lasciarsi andare, le favole diventavano le avventure più bizzarre che avessi mai sentito prima e il risultato era un grande lavoro di fantasia e divertimento senza mai annoia.

Stessa cosa succede se ci si lascia andare al beneficio che la musica regala all’anima predisponendola alla creatività e alla composizione nella pittura e nel disegno.

Provate, sperimentate, allenatevi e poi mi direte!

Buon divertimento!!!

Ed Ecco il mio Blog!

Da dove nasce l’idea.

Vi capita mai di pensare di avere una marea di sogni archiviati li’, da qualche parte, ed avere la sensazione che restino li’ per sempre? Immagino di si’, e’ una sensazione comune a molte persone alla quale poi si associa un enorme desiderio di poter finalmente realizzarne almeno uno di quei sogni…

Quante volta vi sara’ capitato , mentre siete alla guida della vostra automobile, bloccati nel traffico, di pensare: “Ma che cavolo ci faccio qui?!?!?!? Vorrei essere seduto su una scogliera a guardare il mare, ad ascoltarne i suoni, a sentirne i profumi per cercare l’ispirazione per realizzare il mio sogno…!!!”

E quante volte, nel tran tran quotidiano, vi siete ripromessi di riservarvi del tempo libero da dedicare a cio’ che sognate di fare e puntualmente non ci siete mai riusciti??? Immagino tante, ma tante volte. Il consiglio che posso darvi, in base alla mia esperienza, e’ di non rinunciare mai ai vostri sogni. Quando comincerete a realizzare qualcosa per voi, vi sentirete rinascere, vi sentirete come dei bambini, pieni di entusiasmo, pieni di speranze, pieni di vita, ma anche impauriti e spaesati. Cominciare a fare questo vuol dire crescere come persone e diventare quindi delle persone migliori. Ecco perche’ vi dico di non lasciare quei sogni nel cassetto, ecco perche’ vi dico di trovare il modo e il tempo: e’ la strada verso la serenita’, verso la felicita’. E’ la strada per sentirvi persone piu’ complete. Oltretutto, se siete persone che, come me, si annoiano a morte a stare senza far niente e che hanno la testa che frulla in continuazione perche’ piena di idee e progetti, facendo cio’ che vi piace, troverete anche la vostra dimensione: “ il vostro posto nel mondo”.

Quindi: da dove nasce l’idea? Ebbene, l’idea esce fuori da un cassetto che contiene appunto un grande sogno che per anni è rimasto chiuso in attesa di essere aperto. Ma, come ben si sa, a volte le idee non bastano per realizzare i sogni, ci vuole coraggio! E a volte il coraggio fatichiamo a trovarlo in noi stessi, spesso, pero’, basta una scintilla e, come per magia, tutto si sblocca. Ed è quello che è successo a me. L’idea c’era da anni, ma mancava la scintilla. Devo ringraziare un bel po’ di persone a me vicine, che mi hanno spinto a credere in me stessa e a darmi la motivazione per fare quello che mi piace fare. Tra queste persone c’e’ Fabrizio, mio collega, nonché un visionario, che mi ha dato il “la”, incoraggiandomi ad aprire il mio blog ed oggi eccomi qui.

Questo blog nasce, quindi, con l’idea di raccontarvi di me e della mia passione per l’Arte e di come ho cominciato a dedicarmi a questa attivita’. Mi piacerebbe condividere esperimenti, tecniche ed ispirazioni che, di volta in volta, mi portano a dipingere un quadro o a fare un disegno. Dietro ogni opera c’è sempre un vissuto, un pensiero, un’ispirazione, un’idea, un sogno. L’idea di condividere ogni mia singola esperienza con voi, con persone che, come me stanno cominciando da zero, mi porta a pensare che tutto ciò può essere utile a qualcun’altro che vuole cimentarsi in una avventura simile alla mia: aprire finalmente quel cassetto e far diventare un sogno in realtà, il mio sogno è appunto “Il Mio Progetto d’Arte”. Per cominciare, ovviamente, vi devo parlare un po’ di me. Vi presento, di seguito, la mia biografia semi-seria, quella cioe’ che potreste trovare su qualche pubblicazione stampata per mostre d’Arte Contemporanea a cui ho partecipato o su qualche sito internet. E’ chiaro che, nel corso del tempo, la mia idea e’ quella di farmi conoscere in maniera piu’ profonda, mi piacerebbe raccontarvi di me in maniera meno ufficiale e piu’ confidenziale per entrare in empatia con voi.

La mia biografia.

Pur avendo un cognome straniero ereditato dal nonno americano, nasce a Napoli e si sente “campana” da sempre. Fin da piccola riesce ad esprimere se stessa nei disegni, inizialmente attraverso l’uso dei colori, successivamente nei disegni astratti monocromatici fatti a penna. Autodidatta, sperimenta varie tecniche, nel tempo riesce ad esprimere meglio se stessa nell’uso degli acquerelli che le permettono di portare su cartoncino le mille emozioni che vive quotidianamente in una realtà epica di grande bellezza come quella dei Campi Flegrei, realtà nella quale vive e lavora.

Affascinata dal mondo delle favole, la pittura è un modo per raggiungere un’altra dimensione, un altro mondo, una realtà in cui sognare ed poter esprimere se stessa liberamente.  I suoi quadri hanno la capacità di fare entrare l’osservatore in una dimensione sublime, quasi surreale fatta di misteri e sogni.

Le mia attivita’ artistica.

Nel dicembre 2015 ha partecipato alla Mostra Collettiva di Arte Contemporanea “Natale in Rosa”, organizzata in collaborazione con AIRC presso Sala Ostrichina Real Sito Borbonico del Fusaro a Bacoli, presentando una serie di quadri tutti interamente dedicati all’universo femminile.

In marzo 2016 ha organizzato la sua prima mostra personale “Colori, luci ed ombre di una donna in Arte” in collaborazione con l’associazione culturale Phlegreaeus presso Casina Vanvitelliana del Fusaro, con una considerevole quantita’ di quadri che raccontano un periodo della mia vita arricchito appunto da colori, luci ed ombre.

A fine maggio 2016 ha partecipato alla mostra collettiva di pittura “Premio Maggio dell’Arte 2016” presso i locali espositivi della Biblioteca Comunale della Città di Lamezia Terme – Palazzo Nicotera, evento organizzato dal Centro Culturale per la Divulgazione delle Arti Visive dove ha vinto il terzo premio per l’opera “Estasi” acquerello su cartoncino 24x32cm – 300gr/mq.

Sempre a fine maggio 2016, in collaborazione con la Libreria “La Bottega delle Parole” di San Giorgio a Cremano (Na), ha organizzato una mostra personale temporanea che e’ stata allestita all’interno dei locali presenti in libreria con l’obiettivo di avvicinare l’arte alle persone nella vita di tutti i giorni, collezione di quadri con tecnica dei pastelli su carta.

A giugno 2016 viene selezionata per la partecipazione al Primo Premio Internazionale d’Arte Contemporanea “Arte Salerno 2016” curata da Vittorio Sgarbi, parteciperà con l’opera “Il Piccolo Principe”, dove ha la possibilita’ di confrontarsi di Artisti di fama e di fare la conoscenza di Vittorio Sgarbi.

A settembre 2016 viene selezionata per la mostra collettiva “Colori Liberi II Edizione” organizzata dall’Associazione Culturale Tecla sita in Via Toledo, 424 – Napoli, parteciperà con le opere “Lightness” e “Too happy to be homesick”, entrambe le opere tecnica acquerelli su cartoncino.

A dicembre 2016 e fino a gennaio 2017, ospitata dall’associazione Phlegraeus a Bacoli presso la Casina Vanvitelliana presenta la seconda mostra personale “Sinfonie d’Arte” dove presenta una collezione di quadri realizzati con varie tecniche e con vari soggetti che rappresentano appunto una sinfonia d’arte per gli occhi dei visitatori.

A fine marzo 2017 termina la sua collezione di quadri dedicata al Real Sito Borbonico del Fusaro che dona all’Associazione Culturale Phlegreaeus, collezione attualmente in mostra permanente presso l’ambulacro sinistro della Casina Vanvitelliana del Fusaro a Bacoli.

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